SANITA’: IL RAPPORTO, NASCERE IN ITALIA SEMPRE PIU’ SICURO, LIEVE CALO CESAREI.TASSO NATI MORTI TRA I PIU’ BASSI D’EUROPA, DONNE PREFERISCONO STRUTTURE PUBBLICHE
Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) – Tasso di nati morti tra i piu’ bassi d’Europa, cosi’ come la percentuale di donne che effettuano la prima visita dopo la 12.ma settimana di gestazione. Per partorire le donne preferiscono il Servizio sanitario nazionale: negli Istituti di cura pubblici si concentra l’88,2% dei parti. Ed e’ in diminuzione, “ma ancora alto rispetto alla media europea”, il ricorso al parto cesareo: in media, il 37,5% dei parti avviene con questa modalita’. E’ quanto emerge dal nono Rapporto sull’evento nascita in Italia, che presenta le analisi dei dati rilevati per l’anno 2010 dal flusso informativo del certificato di assistenza al parto.
“Il parto – sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – costituisce l’evento culminante di un percorso nascita che inizia con l’adozione di misure di politica sanitaria generali a favore delle adolescenti e delle donne in eta’ fertile e prosegue attraverso l’organizzazione delle strutture sanitarie territoriali e ospedaliere preposte al settore materno infantile ed alla definizione di linee guida di elevato livello scientifico per gli operatori. Queste misure, se correttamente e diffusamente adottate, concorrono alla realizzazione di un miglioramento della qualita’, sicurezza e appropriatezza degli interventi e alla riduzione dei tagli cesarei. Ritengo che i risultati evidenziati da questo Rapporto potranno ulteriormente essere migliorati proprio grazie all’impegno del Ministero e delle Regioni a proseguire e rafforzare tali iniziative, nel prioritario interesse della salute delle donne e dei neonati che vedono la luce nel nostro Paese”.
Il rapporto mostra che l’88,2% dei parti avviene negli Istituti di cura pubblici, l’11,8% nelle case di cura e solo lo 0,1% altrove. Ma nelle Regioni in cui e’ rilevante la presenza di strutture private accreditate rispetto alle pubbliche, quali Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, “le percentuali sono sensibilmente diverse”. Il 67,9% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Il 7,1% dei parti ha luogo invece in strutture che accolgono meno di 500 parti annui.(Mal/Ct/Adnkronos) 19-SET-13 15:45
