SANITA’: PSICHIATRI E GUARDIE MEDICHE A RISCHIO AGGRESSIONI, PIU’ DI UNA PER 80%. INSIEME A OPERATORI 118 E ADDETTI PRONTO SOCCORSO
(Adnkronos Salute) – Roma, Sono i medici che lavorano nei centri di Igiene mentale, nei Pronto soccorso, sulle ambulanze, insieme alle guardie mediche notturne, le categorie di ‘camici bianchi’ maggiormente esposti al rischio di aggressione.
E’ quanto rileva il Tribunale dei diritti e dei doveri del medico (Tdme), dopo il caso della psichiatra uccisa a Bari, dove è stato fermato un suo paziente accusato di averla accoltellata più volte. Secondo un sondaggio effettuato dal Sindacato medici italiani (Smi) su 600 guardie mediche in tutto il Paese, ben 9 medici su 10 durante tutta la loro attività hanno subìto almeno una volta un’aggressione e 8 su 10 ne hanno subìta più di una.
A maggior rischio le donne. Recarsi in visita domiciliare durante la notte, con mezzi propri, in luoghi non familiari e in casa di sconosciuti, o ricevere gli assistiti in sedi di guardia medica isolate e senza vigilanza sono le situazioni più pericolose, che hanno portato nel 64% dei casi a minacce verbali, nel 20% a percosse, nel 13% dei casi a intimidazioni a mano armata e nell’11% ad atti di vandalismo.
Nell’80% delle situazioni l’aggressione è avvenuta nella sede della guardia medica, mentre nell’11% a domicilio del paziente. Più preoccupante la situazione nei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti in particolar modo al centro e al Sud del nostro Paese. – “Non possiamo non prendere atto con preoccupazione del fatto che quella medica risulti sempre più una professione a rischio – evidenzia lo Smi – nella quale non pochi colleghi sono costretti a operare in un clima di estrema precarietà.
Per questo chiediamo con forza alle Istituzioni, agli organi competenti e alle Forze dell’ordine di individuare e mettere in atto tutte quelle misure di sicurezza in grado di garantire un servizio che, in molte zone del Paese, risulta essere se non l’unico, ma di certo il primo importante riferimento di carattere sanitario”. “Questo, del resto – conclude il sindacato – permetterà anche e soprattutto di prestare un’assistenza migliore al cittadino che ha il diritto di essere assistito da un professionista sereno e non da un medico preoccupato e sulle difensive. Da sempre chiediamo e pretendiamo maggior sicurezza nelle sedi dell’ex guardia medica, prive di sistemi di sicurezza idonei come inferriate, porte blindate, videocitofoni, contatti diretti con il 118 o il 113”.
(Bdc/Adnkronos Salute) 04-SET-13 16:12
