Le risposte di Amedeo Bianco
Presidente della Fnomceo, candidato al Senato (Sicilia), PD
Cosa farete per la doppia tassazione che pesa sulla previdenza privata?
Le casse previdenziali delle professioni, e fra queste la più grande è il nostro Enpam, svolgono un ruolo fondamentale e ineludibile nel sistema welfare del Paese.
La particolare configurazione giuridica derivata del decreto legislativo 509/1994, che ne individua le finalità pubbliche all’interno di una gestione privatizzata, costituisce altresì una significativa modalità di sussidiarietà a cui spesso si fa riferimento nelle riflessioni che riguardano l’ammodernamento dello Stato quale garante di interessi pubblici.
Queste considerazioni di carattere generale in premessa spianano la strada a quelle più specifiche che attengono alla concreta possibilità di gestire questa sussidiarietà.
La leva fiscale è certamente una condizione permissiva dell’efficace perseguimento dei fini istituzionali, risultando evidente che un soggetto che deve amministrare, nel senso di proteggere il “risparmio previdenziale”, o meglio il “diritto previdenziale” verso i contribuenti, non può né deve subire imposizioni fiscali al pari di qualsiasi altro soggetto che opera sul mercato mobiliare e immobiliare con finalità “for profit”.
Cosa farete della legge che ha dato autonomia agli enti pensionistici come l’Enpam
L’autonomia del nostro Ente di previdenza Enpam è per tutti noi un impegno serio e responsabile per garantire a tutti i contribuenti il rispetto di un patto sociale e civile che salda interessi categoriali e generazionali; anche così si promuove l’autonomia e la responsabilità di tutta la professione.
Garantirete che gli enti previdenziali privati possano contare sul patrimonio per la tenuta futura?
Credo che siano da perseguire forme di fiscalità di vantaggio che incoraggino l’investimento previdenziale a basso rischio e correlate alla sana gestione delle rendite prodotte. Parimenti credo che gli effetti della particolare curva demografica della popolazione medica, gravata da una rilevante gobba previdenziale in un arco definito di tempo (i prossimi dieci anni), possano essere ammortizzati attraverso l’uso strettamente necessario del patrimonio accumulato, fermo restando l’obbligo di garantire la sostenibilità del sistema nelle proiezioni attuariali dei prossimi 50 anni.






