Le risposte di Alessandra Aloisio
Medico di medicina generale. Svolge la libera professione in qualità di medico competente, specialista in medicina del lavoro, candidata al Senato (Sicilia), Il Megafono – Lista Crocetta
Cosa farete per la doppia tassazione che pesa sulla previdenza privata?
La pressione fiscale cui veniamo sottoposti è spaventosa! Gli iscritti Enpam si trovano a subire una tassazione selvaggia ed irragionevole che, a mio giudizio, reputo profondamente ingiusta. Si tratta di iscritti a una Fondazione senza scopo di lucro che non grava in alcun modo sullo Stato. Pertanto promuoverei una mozione al fine di rimuovere la doppia tassazione che i medici subiscono in maniera impropria.
Cosa farete della legge che ha dato autonomia agli enti pensionistici come l’Enpam?
La Fondazione si trova in una posizione ‘ibrida’: da un lato viene considerata un ente privatizzato, dall’altro una pubblica amministrazione. Il risultato che ne consegue è che gli iscritti hanno solo obblighi derivanti dall’applicazione di normative pubbliche in un settore privato. Quindi, per quanto concerne l’autonomia, mi adopererei al fine di conferire una dignità alla Fondazione, delineando i reali confini tra settore pubblico e privato e restituendo piena autonomia ad un Ente che, ad oggi, ha solo bilanci positivi. In questo modo tutti gli iscritti potranno beneficiare dei contributi versati (basti pensare alle donne medico che, in caso di gravidanza, grazie alla quota contributiva di tutti gli iscritti, non gravano sulle casse dello Stato).
Garantirete che gli enti previdenziali privati possano contare sul patrimonio per la tenuta futura?
Consideriamo che i contributi Enpam vengono versati dal medico dal momento in cui si iscrive all’Ordine (quindi appena laureato!) sino al momento del raggiungimento dell’età pensionabile. Tali contributi crescono in modo esponenziale con l’aumento dell’età del contribuente: considerato anche il numero di iscritti è facile intuire il patrimonio accumulato. Ciò che appare nebuloso è perché tale patrimonio non possa essere utilizzato per pagare pensioni dignitose agli iscritti che, per l’intero ciclo lavorativo, hanno versato contributi considerevoli. La risposta è che, proprio per l’ingerenza dello Stato nell’amministrazione privata, tale Fondo non deve essere toccato per garantire i giovani che si affacceranno alla professione medica e che lo Stato non riesce a tutelare. Occorre dunque promuovere una proposta di Legge atta al reperimento di fondi assolutamente estranei all’Ente al fine di permettere a chi , per una vita, ha visto decurtarsi lo stipendio di circa la metà, di godere in vecchiaia ciò che ha faticosamente accantonato!






