È online il nuovo numero del Giornale della Previdenza
L’ultimo numero del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri è incentrato sul tema dei giovani. Annunciata l’approvazione definitiva della riforma delle pensioni.
Di seguito…
Una proposta per i giovaniCollegare università, lavoro e previdenza è la sfida del prossimo futuro. In un sistema a longevità crescente è imperativo allungare la permanenza nel mondo del lavoro. Questo perché, detto in estrema sintesi, chi è in attività paga con i suoi contributi le pensioni di chi ha cessato. Se ci fossero troppi pensionati e pochi lavoratori il sistema non sarebbe sostenibile. Con la riforma appena approvata abbiamo quindi tirato ’elastico da una parte spostando gradualmente in avanti l’età della pensione ordinaria di vecchiaia. Ma cosa accadrebbe se, per assurdo, si applicasse questa soluzione all’infinito?…continua a leggere |
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Approvata la riforma delle pensioni Enpam.La riforma pensionistica dell’Enpam è stata definitivamente approvata. I ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno riconosciuto che il nostro Ente previdenziale ha una sostenibilità a oltre 50 anni, come richiesto dal decreto Salva Italia. “La barca è finalmente in porto e siamo i primi ad arrivare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti –. È un grande risultato, che non è stato facile raggiungere. Abbiamo ripartito il sacrificio nella maniera più equa possibile. Superato questo stress test, gli eventuali avanzi che scaturiranno verranno usati per dare maggiore adeguatezza alle prestazioni, soprattutto dei giovani”.…continua a leggere |
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Finita l’università è già ora di pensare alla previdenzaRiscattare la laurea serve ad andare in pensione prima: è questa la convinzione che spinge(va) molti a fare questo passo. Un fondamento c’era, almeno per le generazioni che – cresciute con le vecchie regole previdenziali pubbliche – erano abituate a pensare che dopo un certo numero di anni coperti da contribuzione si andava in pensione “con il massimo dei contributi”, magari con l’“ottanta per cento dell’ultimo stipendio”. Oggi non è più così nemmeno all’Inps. Per percepire la pensione più alta possibile non basta avere un numero record di anni di contribuzione. Serve, soprattutto, aver versato cifre adeguate. E questo vale sia per l’Enpam sia per le gestioni previdenziali pubbliche. Più che arrivare prima al momento del pensionamento, quindi, i riscatti servono ad avere una pensione più elevata. …continua a leggere |
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I riscatti per i medici dipendenti più giovaniPer i medici che iniziavano il loro rapporto di dipendenza riscattare gli anni di laurea e/o di specializzazione era il primo atto, spesso suggerito dai funzionari degli ospedali al momento dell’assunzione. Il pagamento sarebbe avvenuto anni dopo, ma con un importo legato all’iniziale retribuzione e spesso svalutato. Adesso le cifre richieste sono più elevate e si pone il problema della sua convenienza o meno.…continua a leggere |
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Gli specializzandi pagano due volteL’attuale situazione contributiva degli specializzandi appare ibrida: pagano la Quota A in quanto iscritti all’Albo, ma ricevono un compenso che è imponibile ai fini previdenziali presso l’Inps. “Hanno, dunque, una duplice veste previdenziale che al termine della specializzazione mostra effetti negativi – dice Vittorio Pulci, dirigente del servizio Contributi e attività ispettiva dell’Enpam –. Mentre la contribuzione alla Quota A continuerà sino al pensionamento, cosa potrà diventare il medico dopo la specializzazione?…continua a leggere |
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Contributi degli specializzandi la storiaPer comprendere la problematica inerente la contribuzione previdenziale degli specializzandi, bisogna partire dal decreto legislativo n. 368 del ’99 che ha recepito una direttiva della Comunità europea in materia di libera circolazione dei medici. Tale norma ha regolamentato la figura degli specializzandi e di coloro i quali sostengono il corso di formazione in medicina generale. Le due figure vennero ‘normate’ in maniera diversa: mentre venne previsto che i compensi dei partecipanti al corso di medicina generale fossero imponibili Irpef, quelli degli specializzandi erano esenti da Irpef. Una differenza fondamentale che tuttora persiste. …continua a leggere |
Principalmente per i giovani ma un po’ per tuttiCosa significhi costruire la propria previdenza liberamente e consapevolmente risulta abbastanza chiaro per tutti ormai, poiché le numerose riforme del sistema previdenziale italiano che si sono succedute in questi anni hanno catturato l’attenzione dei cittadini sull’argomento ‘pensione’. Quello che ancora risulta non ancora recepito è la necessità di cominciare a affrontare, liberamente e consapevolmente, l’argomento in tempo utile. …continua a leggere |
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Francia, la busta paga arriva a 21 anniAll’età di 27 anni Xavier Dubois, di nazionalità francese, è un neomedico di medicina generale. Alla professione è arrivato dopo nove anni di studi universitari: un lungo percorso che però, rispetto ad altri Paesi, porta a uno sbocco più rapido sul mercato del lavoro. In Francia infatti gli studenti varcano le porte delle facoltà fra i 17 e i 18 anni. Il corso di studio per i camici bianchi dura poi tra i nove e gli undici anni ed è organizzato in tre cicli che si susseguono senza interruzioni. Si diventa medici dopo la presentazione della tesi e il conseguimento del diploma di Stato in medicina. …continua a leggere |
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La pensione di chi va a lavorare all’esteroFare un’esperienza lavorativa in Europa è un desiderio per molti giovani medici. Ma è possibile recuperare i contributi versati all’estero ai fini pensionistici? La risposta è sì. Infatti, chiunque abbia lavorato per almeno un anno in un altro Paese dell’Unione europea può ricorrere alla totalizzazione internazionale. Grazie a questa possibilità i periodi contributivi, non coincidenti, maturati in nazioni diverse possono essere sommati per aggiungere i requisiti necessari per andare in pensione. …continua a leggere |
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