Accuse false al presidente dell’Enpam, dottoressa condannata a 1 anno e 6 mesi di reclusione
Il Tribunale di Roma ha inflitto un anno e mezzo di reclusione alla dottoressa Ernesta Adele Marando, iscritta all’Ordine dei medici di Roma. Nella sentenza di primo grado, pronunciata il 18 settembre scorso, Marando è stata dichiarata colpevole di calunnia e diffamazione aggravata nei confronti del presidente dell’Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, e della sua segretaria.
I fatti risalgono a quando, sin dal 2016, Marando cominciò a presentare denunce-querele accusando il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti, e altri, di condotte quali truffa, estorsione e minacce. Dieci anni dopo, il giudice ha ritenuto “evidente” che “la Marando abbia volontariamente e consapevolmente accusato falsamente le persone offese”.
Marando, che era un’inquilina dell’Enpam, avrebbe agito “verosimilmente al fine di intralciare e/o invalidare lo svolgimento e la conclusione della procedura di dismissione del patrimonio immobiliare” dell’ente.
La dottoressa aveva pubblicato le sue accuse anche su un sito internet da lei diretto, registrato come testata giornalistica. Ma le sue “gravissime dichiarazioni – si legge nella sentenza 10052/2026 – risultano prive del requisito della verità”.
“Si tratta, dunque – scrive il magistrato –, della divulgazione di notizie false, smentite dagli accertamenti processuali, nonché del tutto estranee a qualsiasi parametro di ragionevolezza” e che si sono rivelate “mere invettive, mendaci e gratuite, volte a compromettere il prestigio sia delle persone offese sia degli inquirenti”.
Il giudice ha accordato a Marando la sospensione condizionale della pena detentiva, ma l’ha condannata a pagare le spese legali e a risarcire i danni alle parti civili.
È la seconda volta che la dottoressa Marando riceve una condanna per diffamazione aggravata ai danni del presidente dell’Enpam: nella sentenza n. 386/2025 un altro giudice, sempre del Tribunale penale di Roma, aveva già parlato di “persecuzione mediatica” nei confronti di Alberto Oliveti e di “incessante campagna diffamatoria”, prevedendo la condanna a mille euro di multa e a oltre 20mila euro fra provvisionale e rimborso delle spese legali. Marando a quella sentenza ha fatto ricorso e si attende a breve il giudizio di appello.
Questa volta, invece, si è arrivati alla condanna alla reclusione, con una pena inflitta di un anno e sei mesi, addirittura più severa di quella richiesta dal pubblico ministero (che aveva proposto un anno e cinque mesi).
Le due condanne, seppure non definitive, non hanno fermato la dottoressa, che ha continuato a ripetere le stesse affermazioni in conferenze pubbliche e all’interno di una serie di libri disponibili in vendita.
Ernesta Adele Marando è anche imputata in un terzo processo per il reato di atti persecutori (stalking giudiziario), sempre nei confronti del presidente dell’Enpam. La prossima udienza è fissata per il 27 febbraio 2027.






