STAMINA: DG CIVILI BRESCIA, VALUTIAMO DI RIVOLGERCI A CORTE CASSAZIONE. DOPO 2 ORDINANZE CHE IMPONGONO RICERCA MEDICI ESTERNI A OSPEDALE PER INFUSIONI

(Adnkronos Salute) – Nuova ordinanza Stamina, nuovo nodo giuridico da affrontare per gli Spedali Civili di Brescia, già alle prese con un altro provvedimento notificato nei giorni scorsi. “Stiamo valutando il da farsi. E pensiamo anche alla possibilità di rivolgerci alla Corte di Cassazione”, annuncia all’Adnkronos Salute il direttore generale dell’ospedale, Ezio Belleri.

Da un lato un giudice – quello del tribunale di Pesaro – che impone una sorta di ‘commissariamento’ temporaneo per il Dg e chiama in causa il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia, Ottavio Di Stefano, in qualità di suo “ausiliario”, con il compito di trovare medici disponibili a praticare il trattamento Stamina su un bambino
con morbo di Krabbe. Dall’altro lato l’ordinanza di Ragusa, comunicata ieri ai Civili, che dà 5 giorni di tempo a Belleri per lanciare una comunicazione a tappeto e trovare camici bianchi per le infusioni su un’altra piccola paziente siciliana, affetta da morbo di Niemann Pick.

Il conto alla rovescia è già scattato e ai Civili, spiega il Dg: “Stiamo cercando di capire come muoverci. Ci sono degli aspetti da chiarire anche riguardo alle modalità con cui eventualmente avviare, in relazione a quanto richiesto dall’ordinanza del tribunale siciliano, la comunicazione a ordini professionali, strutture sanitarie pubbliche ed enti di ricerca, per reperire medici esterni ai Civili disposti a praticare il trattamento” secondo il metodo proposto da Davide Vannoni.

Nel frattempo, l’assessorato lombardo alla Salute è stato “avvisato anche dell’arrivo dell’ultima decisione”. La situazione, spiega ancora Belleri, “diventa sempre più complessa, anche sul piano dell’operatività. Ci sono decisioni che si aggiustano nel tempo”.
E proprio per questo, riguardo in particolare al provvedimento di Pesaro, “e adesso anche per quello che arriva dalla Sicilia”, i Civili stanno valutando la possibilità di rivolgersi “alla Corte di Cassazione. Il nodo centrale è che noi abbiamo ricevuto un rifiuto a praticare le infusioni Stamina da parte dei nostri medici e, dall’altro lato, ci sono decisioni che ci impongono di agire aggirando questo rifiuto”, conclude il Dg.
(Lus/Adnkronos Salute)
27-MAG-14 12:02