Regolamento del Fondo di Previdenza Generale

ART. 22
(Commissione Centrale per l’accertamento dell’inabilità)

1. Presso la sede dell’Ente è costituita una Commissione Medica Centrale, composta da tre medici titolari e da tre supplenti, nominati dai competenti Organi statutari, che ne fissano anche la durata in carica. La Commissione può essere integrata di volta in volta da specialisti in particolari discipline, nominati dagli Organi statutari dell’Ente.

2.Il Presidente, o un componente dell’Organo statutario competente da lui delegato, esaminati gli atti della Commissione medica di cui all’articolo 21, può richiedere il parere medico-legale della Commissione Medica Centrale sullo stato di inabilità dell’iscritto.

3. Il parere di cui al comma 2 viene richiesto d’ufficio qualora l’iscritto, entro 12 mesi dalla data di comunicazione del riconoscimento dell’inabilità, non abbia provveduto a documentare la formale cessazione dell’attività.

4. In caso di ricorso presentato ai sensi dell’art. 33, comma 2, avverso il provvedimento di diniego della pensione di inabilità, l’iscritto può essere rinviato a visita presso la Commissione Medica Centrale. In caso di impossibilità a presenziare, tale condizione dovrà essere documentata con idonea certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica. In tale ipotesi, la Commissione comunicherà data e ora della successiva visita, da effettuarsi entro 90 giorni dalla precedente. La mancata presentazione dell’iscritto alla seconda visita, in assenza di idonea certificazione rilasciata da una struttura pubblica, determina la conferma del provvedimento di diniego.

5. Nel caso in cui l’iscritto presenti una nuova domanda di pensione di inabilità, entro un anno dal rigetto della precedente, senza che sia stato esperito il ricorso di cui all’art. 33, comma 2, la competenza a decidere sullo stato di inabilità spetta alla Commissione Medica Centrale.

6. L’Ente può effettuare periodicamente controlli per accertare la permanenza dello stato di inabilità. Nel caso in cui il pensionato non risulti più inabile in modo assoluto e permanente all’esercizio dell’attività professionale o risulti che lo stesso abbia ripreso tale attività, la pensione viene revocata e si adottano gli opportuni provvedimenti per il recupero delle somme indebitamente percepite.

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