Regolamento del Fondo di Previdenza Generale

ART. 20
(Requisiti e misura della pensione di inabilità)

1. Hanno diritto alla pensione di inabilità gli iscritti che, in costanza di contribuzione al Fondo, a causa di infortunio o malattia verificatasi prima del compimento dell’età anagrafica pro tempore vigente di cui alla Tabella B, allegata al presente Regolamento, divengono inabili in modo assoluto e permanente all’esercizio dell’attività professionale e presentano la relativa domanda prima del compimento di tale età.

2. La pensione di inabilità è concessa dall’Ente previo accertamento dell’apposita Commissione Medica costituita presso ciascun Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

3. L’accertamento dello stato di inabilità assoluta e permanente è incompatibile con la fruizione dell’indennità per inabilità temporanea di cui all’art. 27bis, nonché di analoghi trattamenti erogati dalle gestioni del Fondo Speciale.

3 bis La pensione di inabilità “Quota A”, spettante all’iscritto di cui al precedente comma 1, che inizia a contribuire alla gestione dal 1° gennaio 2013, si calcola con le modalità del sistema contributivo, di cui al precedente art. 18, commi da 3 a 3 quater. Il montante contributivo, posseduto all’atto dell’ammissione al trattamento, viene incrementato, nel limite di un’anzianità contributiva complessiva massima di 40 anni, di un’ulteriore quota di contribuzione riferita al periodo mancante al raggiungimento del requisito anagrafico pro tempore vigente di cui alla allegata Tabella B, fino ad un massimo di 10 anni, computata in relazione alla media dei contributi degli ultimi 5 anni, rivalutati in misura corrispondente alla variazione, tra l’anno solare di riferimento e quello precedente la decorrenza della pensione, dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai elaborato dall’ISTAT. Ai predetti contributi rivalutati si applica, altresì, un aumento di un punto percentuale per ogni anno solare preso in considerazione. Il montante contributivo così determinato si moltiplica per il coefficiente di trasformazione relativo all’età. Qualora all’atto della cessazione del rapporto professionale l’età dell’iscritto sia inferiore a 57 anni, si assume quale coefficiente di trasformazione quello relativo a 57 anni.

3ter Il trattamento di inabilità “Quota A” spettante all’iscritto di cui al precedente comma 1, che abbia anche un’anzianità contributiva effettiva e/o ricongiunta anteriore al 31.12.2012, è costituito da una pensione annua la cui misura si determina sommando le due quote di pensione computate come segue:

  1. la prima quota di pensione relativa all’anzianità contributiva effettiva, riscattata e ricongiunta maturata al 31.12.2012, è calcolata applicando al reddito medio annuo, determinato e rivalutato con le modalità di cui al precedente art. 18 comma 4, la percentuale calcolata ai sensi del comma 5 del medesimo articolo;
  2. la seconda quota di pensione relativa all’anzianità contributiva effettiva e ricongiunta maturata dall’1.1.2013, è calcolata con le modalità di cui al precedente comma 3bis.

4. La pensione di inabilità “Quota B” spetta all’iscritto che possa far valere almeno un anno di contribuzione alla gestione nel triennio antecedente la decorrenza della pensione.

5. Qualora l’iscritto di cui al precedente comma possa far valere presso la gestione “Quota B” del Fondo un’anzianità contributiva effettiva non inferiore a cinque anni, la pensione si calcola con i criteri previsti dall’art. 18, aumentando l’anzianità contributiva del numero di anni mancanti al raggiungimento dell’età anagrafica pro-tempore vigente indicata nella Tabella B, allegata al presente Regolamento, con un massimo di dieci anni. In caso di anzianità contributiva inferiore a cinque anni, l’aumento dell’anzianità medesima si applica proporzionalmente agli anni coperti da contribuzione.

6. L’iscritto alla “Quota B”, che non sia in possesso del requisito di cui al precedente comma 4, e sia stato riconosciuto inabile, ha diritto alla pensione ordinaria, calcolata secondo i criteri di cui all’art. 18, anche in deroga ai requisiti previsti per tale prestazione dal comma 1, lettere a) e b), di tale articolo.

7. In caso di decesso dell’iscritto nei cui confronti siano state accertate tutte le condizioni per il diritto alla pensione di inabilità, i ratei di pensione maturati e non riscossi competono al coniuge superstite o, in mancanza, ai figli. In assenza dei soggetti sopra indicati la prestazione è devoluta a favore degli eredi secondo le norme vigenti in materia di successione.

8. Ai titolari di trattamenti pensionistici per inabilità assoluta e permanente a carico delle gestioni previdenziali dell’ENPAM aventi decorrenza dal 1° gennaio 1998 viene garantito un trattamento pensionistico complessivo annuo minimo pari per l’anno 2017 ad € 15.097,23. Tale limite minimo viene annualmente indicizzato, mediante delibera del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, nella misura del 100% dell’incremento percentuale fatto registrare nell’anno precedente dal numero indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati” elaborato dall’Istituto Centrale di Statistica. La delibera è trasmessa ai Ministeri vigilanti per l’approvazione di cui all’art. 3, comma 2, del D.Lgs. 509/1994.

9. Ai fini della determinazione dell’eventuale incremento erogabile a ciascun titolare, viene calcolata la pensione di inabilità assoluta e permanente in base alle norme previste in materia dai vigenti Regolamenti dei Fondi dell’ENPAM cui egli è iscritto. Si tiene altresì conto degli ulteriori trattamenti eventualmente liquidati a qualsiasi titolo dall’ENPAM e/o da altre gestioni previdenziali obbligatorie. Se la somma di tali pensioni risulta inferiore all’importo di cui al comma 8, l’ENPAM provvede ad erogare la differen

10. Qualora il pensionato sia titolare soltanto di trattamenti a carico delle gestioni dell’ENPAM, la maggiorazione di cui al precedente comma viene ripartita fra le gestioni interessate in proporzione ai singoli importi di pensione maturati. Qualora il pensionato sia titolare anche di trattamenti liquidati da altri Enti di previdenza obbligatoria, la percentuale della maggiorazione imputabile a questi ultimi viene distribuita proporzionalmente tra le varie gestioni ENPAM cui egli è iscritto.

11. I trattamenti erogati ai sensi dei commi precedenti del presente articolo sono indicizzati secondo le disposizioni di cui all’art. 26, comma 1 del presente Regolamento. Ai fini dell’applicazione dei commi 9 e 10 del presente articolo, sono distintamente considerate le gestioni “Quota A” e “Quota B”.

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