Specializzandi, più risorse ma non sufficienti

Il Parlamento scongiura il temuto dimezzamento dei contratti di specializzazione ma i finanziamenti trovati comunque non bastano. Dai giovani una possibile soluzione per trovare nuove risorse: l’addio all’Inps e l’inquadramento esclusivo nell’Enpam

Come l’aspirina per un malato grave: il Governo aggiunge circa 30 milioni di euro sul piatto della formazione medico specialistica e per il 2014 porta il numero dei contratti a circa 3.200 unità. L’obiettivo minimo di ritornare ai 5mila contratti annuali del 2012 resta però lontano e le organizzazioni degli specializzandi spingono la politica verso soluzioni che possano risolvere il problema del finanziamento della formazione dei giovani camici bianchi in modo strutturale.

IL PARLAMENTO INTERVIENE Le novità sono contenute nella legge di Stabilità licenziata a fine dicembre, che per il 2015 e il 2016 stabilisce invece un incremento del fondo di 50 milioni di euro annui, così da portare fra un biennio il numero di contratti a 4mila. Cifre comunque di gran lunga inferiori rispetto a quelle necessarie a garantire il diritto alla formazione dei 7.500 dottori in medicina che usciranno dalle università già quest’anno e che dovranno soddisfare la futura domanda di salute del nostro Paese. Le organizzazioni che rappresentano i giovani camici bianchi ‘apprezzano lo sforzo’, ma non sono soddisfatte. La vera partita si gioca ora sulle proposte contenute nei due ordini del giorno approvati dal Parlamento, che impegnano il Governo a mettere mano alla materia nella prima legge di spesa utile. Il primo ordine del giorno fissa a 5mila il numero minimo di contratti da finanziare e contiene alcune indicazioni utili a raggiungere il risultato già nel 2014.

UNA SOLUZIONE: L’ENPAM Il secondo documento prevede per tutti i medici in formazione specialistica e dunque iscritti alla Quota A dell’Enpam, il passaggio dall’attuale inquadramento previdenziale nella gestione separata Inps a una contribuzione meno onerosa, come quella della Fondazione. Un intervento strutturale che il Sigm, Segretariato italiano dei giovani medici, sta promuovendo con una petizione online e che – sostengono gli studenti – cancellerebbe le storture della duplice contribuzione, liberando nuove risorse che potrebbero finanziare fino a oltre duemila contratti di formazione specialistica. La rendita Inps non è più vantaggiosa e il meccanismo del ricongiungimento per un’eventuale totalizzazione è penalizzante e molto oneroso, argomentano i giovani dell’organizzazione. Con il passaggio all’Enpam invece, fatti salvi emolumenti e coperture previdenziali degli specializzandi, si recupererebbero milioni di euro con cui finanziare nuovi contratti.

A tale riguardo, le simulazioni prodotte dal Sigm prevedono un risparmio oscillante tra un minimo di 23 e un massimo di 55 milioni di euro, che significherebbero dai 900 ai 2.300 nuovi contratti in più. “Secondo i nostri calcoli – commenta Walter Mazzucco, presidente del Sigm – solo negli ultimi sette anni sono circa 210 i milioni di euro sottratti dal capitolo della formazione specialistica a causa dei costi della gestione separata dell’Inps. Noi abbiamo formalizzato la proposta e ora attendiamo. Già molti esponenti di tutte le forze politiche e alcuni ministeri si sono dimostrati interessati. Il nostro obiettivo sarebbe quello di far inserire il provvedimento nel cosiddetto decreto Milleproroghe”.

“La proposta di far uscire gli specializzandi dalla gestione separata Inps è nota da anni – aggiunge il presidente di Federspecializzandi, Cristiano Alicino – ma sino ad oggi non ci sono mai stati i presupposti politici per riuscire a portarla avanti. Noi comunque siamo favorevoli, così come siamo favorevoli a ogni soluzione che ci porti in quella direzione. La battaglia va portata fino in fondo”.

(Marco Fantini)

(foto di Vincenzo Basile)

Tratto da:



Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 1/2014

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 1/2014


data pubblicazione : 10/02/2014