Sisma Macerata, i camici bianchi nei container

La terra ha tremato ancora nel Maceratese e le ultime scosse hanno trovato i camici bianchi della zona nei container. Da Muccia a Pieve Torina ai centri circostanti, i medici lavorano già in ambulatori di fortuna dopo che i terremoti precedenti hanno danneggiato i loro studi.

Un’emergenza permanente per la quale “per ora non c’è alternativa. L’ambulatorio che avevo in affitto adesso è inagibile e non c’è la prospettiva di tornare a lavorare a breve tra quattro mura”.

Lo spiega Tiberio Biciuffi che, dopo oltre 30 anni di professione, nel settembre scorso ha potuto riprendere ad esercitare a Muccia grazie alla donazione di una casetta prefabbricata.

Anche martedì, nel giorno in cui il piccolo comune è stato l’epicentro di una scossa di magnitudo 4.6, il medico era nel suo container-studio.

“È stata una scossa forte e inaspettata – commenta – anche se negli ultimi 15 giorni c’è stata un’escalation, che fa riaffiorare i fantasmi del grande sisma dell’ottobre 2016. Le persone adesso sono più impaurite del solito.  Anche se alcune case resistono alle scosse, qua la salute mentale è provata”, continua parlando della frequente insorgenza di patologie reattive dovute alla convivenza forzata col continuo sciame sismico.

“Gli ambulatori del circondario, nella zona rossa del sisma, sono tutti provvisori”, dice Paolo Pierdomenico, medico di medicina generale a Pieve Torina, centro poco distante da Muccia dove martedì è stata registrata una scossa di 3.5 gradi.

I suoi pazienti li riceve in un grande modulo provvisorio donato dalla Caritas dopo il terremoto del ’97, occupato anche da altre attività. “L’isolamento acustico non è granché – spiega il medico – e quindi nemmeno la privacy. Il bagno è uno solo sia per gli operatori che per i pazienti, ma probabilmente le priorità erano altre e dobbiamo adattarci”.

Prossimo ai 70 anni e al traguardo obbligato della pensione, il professionista si prepara a cedere il testimone, nella consapevolezza che anche il suo successore, nonostante i 1.400 assistiti, difficilmente potrà avere un ambulatorio tra quattro mura.

di Antioco Fois

 

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data pubblicazione : 11/04/2018