Pierpaolo Sileri, un medico solo al governo

A far parte della compagine del nuovo governo Conte è rimasto un solo medico, il chirurgo specializzato nelle patologie dell’apparato digerente Pierpaolo Sileri, diventato viceministro alla Salute.

Senatore del Movimento 5 Stelle e già presidente della commissione Sanità del Senato, il quarantasettenne romano, medico, docente e ricercatore universitario a Tor Vergata, ha raccolto il testimone dell’unico camice bianco all’esecutivo dopo la mancata riconferma della ex ministra pentastellata Giulia Grillo (sostituita da Roberto Speranza di LeU).

Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1998 sempre all’Università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito anche la specializzazione e il dottorato di ricerca in Robotica e scienze informatiche applicate alla chirurgia, Sileri vanta nel suo lungo curriculum più di 270 pubblicazioni scientifiche e diverse esperienze di studio e lavoro a Oxford, Pittsburgh e Chicago.

Fra le capacità che ha sviluppato durante la sua esperienza medica, quella che più utilizzerà anche in veste di viceministro, “è sicuramente l’empatia con tutti gli operatori che lavorano nel Servizio sanitario nazionale e con tutti i pazienti che ogni giorno vi si rivolgono”, ha detto Sileri al Giornale della Previdenza.

Fra la professione medica e il ruolo politico, la base è la stessa: si lavora per il bene pubblico”

Da medico ha toccato con mano “le enormi potenzialità e la grandezza del nostro sistema sanitario”, ma ne ha visto anche le criticità. “Criticità che, con il ministro Roberto Speranza e la sottosegretaria Sandra Zampa, proveremo a risolvere”, ha aggiunto il viceministro.

Fra la professione medica e il ruolo politico, poi, secondo Sileri, “la base è la stessa: si lavora per il bene pubblico”. Facendo il medico, però “hai la possibilità di toccare con mano, subito, la validità o meno delle tue scelte”, ha continuato. In politica, invece, “a volte ci vogliono degli anni per capire se alcune leggi erano giuste e hanno poi portato i risultati sperati”.

Se in quest’ultimo anno da parlamentare, ha potuto continuare a operare in ospedale, il ruolo governativo non gli permette di svolgere contemporaneamente anche l’attività di chirurgo. “Mi fa effetto pensare che, senza saperlo, prima della nomina a viceministro ho effettuato il mio ultimo intervento”. La speranza di Sileri è di poter intervenire sulla sanità, che “sicuramente non è ‘malata’, ma, sotto alcuni punti di vista, ha bisogno di una cura ricostituente”.

Appena nominato viceministro, in un post su Facebook, ha scritto che il lavoro da chirurgo per lui “è stato una vocazione” che l’ha portato ad amare la Sanità e il Servizio sanitario nazionale.

Nell’attuale legislatura, quella del suo esordio in Parlamento, Sileri ha presentato come senatore primo firmatario disegni di legge sull’insegnamento dell’educazione sanitaria nella scuola, sulla donazione del corpo a fini di ricerca e sulla cura dell’endometriosi.

Da parlamentare ha anche promosso l’istituzione della giornata nazionale della salute dell’uomo e quella per l’aderenza alla terapia e si è occupato di provvedimenti sull’autismo e della tutela dei pazienti stomizzati ed incontinenti.

Il suo nome è noto alle cronache anche per la vicenda giudiziaria che ha portato al rinvio a giudizio del rettore dell’università di Tor Vergata di Roma, Giuseppe Novelli, con le accuse di istigazione alla corruzione e tentata concussione in relazione ad alcune nomine in Ateneo.

L’inchiesta, infatti, è partita dopo il ricorso al Tar di due ricercatori della stessa università, Giuliano Gruner e appunto Pierpaolo Sileri, che contestavano il “reclutamento” di altri due colleghi.

 

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data pubblicazione : 18/09/2019