Perequazione, il blocco costa caro ai dipendenti

La legge di bilancio 2019 non contiene solo Quota 100 e il taglio alle cosiddette “pensioni d’oro”, ma per gli ex dipendenti anche un meno pubblicizzato intervento restrittivo sulla rivalutazione delle pensioni, il meccanismo che consente un modesto recupero di valore sulla base dell’inflazione dell’anno precedente.

Il pieno recupero, pari quest’anno all’1,1 (100 per cento), è riconosciuto solamente alle pensioni che non superino tre volte il minimo Inps (circa 1.500 euro lordi al mese) mentre con l’aumentare dell’importo la misura della rivalutazione è stata ridotta a percentuali che vanno dal 97 al 40 per cento, in base all’importo percepito (vedi tabella sotto).

LA PEREQUAZIONE INPS 2019

  • importo superiore a 3 volte, ma inferiore a 4 volte (2.052,04€): 97% del tasso di riferimento, ossia 1,067%;
  • importo superiore a 4 volte, ma inferiore a 5 volte (2.565,05€): 77% del tasso di riferimento, ossia allo 0,847%;
  • importo superiore a 5 volte ma inferiore a 6 volte (3.078,06€): 52% del tasso di riferimento, ossia lo 0,572%;
  • importo superiore a 6 volte ma inferiore a 8 volte (4.104,08€): 47% del tasso di riferimento, ossia lo 0,517%;
  • importo superiore a 8 volte ma inferiore a 9 volte (4.617,09€): 45% del tasso di riferimento, ossia lo 0,495% per il 2019;
  • importo superiore a 9 volte il trattamento minimo: 40% del tasso di riferimento, lo 0,44%.
data pubblicazione : 16/01/2019