La pensione part-time crea lavoro per tutti

L’incentivo per gli specialisti ambulatoriali a dimezzare le ore di lavoro creerà nuove opportunità per chi ha meno di 43 anni, senza nulla togliere a chi ha un’età sopra quella soglia

È quanto si evince da un’analisi realizzata dal sindacato Sumai sugli effetti delle misure di ricambio generazionale contenute nel nuovo Accordo collettivo nazionale degli specialisti convenzionati (articolo 54).

Infatti gli articoli 19, 20 e 21 dell’Acn che regolano attualmente l’accesso alla specialistica non sono cambiati in nulla, precisa il Sumai. Chi attende un incarico dunque continuerà ad avere le stesse vie d’accesso di prima.

L’App, l’anticipazione della prestazione previdenziale Enpam, piuttosto, potrebbe indurre un certo numero di professionisti ad andare parzialmente in pensione prima del tempo invece che rimanere al lavoro a tempo pieno fino all’età della vecchiaia (68-70 anni).

A poter cogliere l’occasione sono gli specialisti con i requisiti per la pensione anticipata che hanno un incarico di almeno 20 ore. Se vorranno cominciare a percepire subito metà pensione Enpam, dovranno rinunciare a metà delle proprie ore.

A questo punto le risorse liberate, secondo la nuova Acn, dovranno essere immediatamente usate per assegnare nuovi incarichi.

Il vantaggio è duplice: da un lato si introduce un automatismo (mentre oggi capita che le Asl non ripubblichino le ore lasciate vacanti a seguito dei pensionamenti) e dall’altro aumentano le ore disponibili, visto che per effetto della Ria – la retribuzione individuale di anzianità – il costo orario dei più anziani è superiore a quello dei giovani.

Diciannove ore liberate – ad esempio ­­– potrebbero portare a bandire incarichi per 25 ore.

Il problema semmai è che non saranno molti i candidati all’Anticipazione della prestazione previdenziale. “Dai dati Enpam la possibilità che venga usata la App appare scarsa – dice il Sumai – a causa di un accesso alla specialistica in età avanzata e un conseguente tardivo completamento orario e conseguente tardiva e scarsa contribuzione”.

Per chiedere l’App occorre infatti avere 62 anni d’età e 35 anni di contribuzione (o 42 anni di contribuzione indipendentemente dall’età).

La conseguenza sarà che “la maggioranza degli specialisti come sempre arriverà a 68-70 anni senza accedere all’articolo 54 dell’Acn messo a disposizione dall’Enpam”.

Considerando la Gobba previdenziale, cioè la grande ondata di pensionamenti di vecchiaia attesa per i prossimi anni, e per via dello scarso ricorso all’articolo 54, conclude il sindacato, “non vi sarà alcun problema per chi è in servizio e punta ad arrivare al massimale orario e per chi deve ancora ricevere un incarico a tempo indeterminato, come sempre, attraverso la graduatoria”.

Gd

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data pubblicazione : 03/07/2019