È un rock ladino

Sono quasi tutti medici e innamorati della musica, della montagna, della tradizione. La Blood Rockers Band nasce in uno studio dell’ospedale di Trento e si fa strada proponendo pezzi in ladino, lingua madre della Val di Fassa. Il pubblico apprezza e riempie le piazze

La Blood Rockers Band nasce a ottobre 2007 in uno studio medico dell’ospedale Santa Chiara di Trento grazie a due medici ma, soprattutto, due amici: Fernando Ianeselli, direttore medico del nosocomio, chitarrista e Massimo Ripamonti, primario ematologo, tastierista e cantante. L’ispirazione viene all’improvviso durante una discussione sul valore della musica: formare una band che unisca la passione musicale con la sensibilità per il sociale e il volontariato. Iniziano i reclutamenti e in poco tempo vengono individuati gli altri componenti della band, tra amici in comune, medici, infermieri e qualche libero professionista. Il gruppo ha lo scopo di sostenere le associazioni di donatori Admo e Avis. Da qui il nome Blood Rockers Band e lo slogan: ‘R§R save lifes, Blood even more: donate blood’ (il Rock’n Roll salva la vita, il sangue ancora di più: dona il tuo sangue!). La band si esibisce la prima volta in occasione del convegno della Simti, la società scientifica di immunoematologia e medicina trasfusionale.

All’inizio la proposta musicale della Blood Rockers Band era basata su cover riprese dal rock – blues americano anni ’70 ’80. Dal 2009, ecco la svolta: la BRB inizia a suonare brani originali presi da testi in lingua ladina, lingua madre della Val di Fassa, patria dell’alpinismo. Il nuovo indirizzo musicale viene arricchito dalla collaborazione con il coro ‘la Ciantarines di Soraga’ diretto dal maestro Chiocchetti, direttore dell’istituto ladino di Fassa.

“Siamo legatissimi alle nostre tradizioni” – racconta Fernando Ianeselli, leader del gruppo detto ‘Ianes’ – “e, per questo, cantiamo in ladino che è la nostra lingua, quella dei nostri padri, quella che parlano le nostre montagne. Abbiamo inoltre deciso di tradurre in musica le poesie di Tone Valeruz, soprannominato il re dell’impossibile per le sue imprese estreme compiute sugli sci. La nostra proposta musicale è molto particolare ma proprio per questo, a giudicare dalle persone che partecipano ai nostri live, riscuote successo e curiosità”.

“Ai nostri concerti” – continua Ianes – “assistono spettatori di ogni età. Spesso capita che vengano richieste, ovviamente tradotte in ladino, anche cover di brani come ‘Sweet home Alabama’ che diventa ‘Doucia ciasa Val di Fassa’ o ‘Knockin’on heavens ‘door’ ovvero ‘Dedant a l’usc del paradis’. Indimenticabile un nostro concerto live a Canazei. Era Agosto ma c’erano quattro gradi e la piazza era gremita. Ecco perché la musica ha un linguaggio universale: il nostro folk-rock non conosce ostacoli.”

Fino ad oggi la Blood Rockers Band ha pubblicato tre cd: ‘Live at the canteen (aka Weed, whites and wine)’ prime cover; ‘L’om che va a crepes’ (inizio della svolta musicale); ‘Live in Cianaciei’ (mix cover pezzi originali in ladino).

E allora ‘Bona mozega a duc’ !!!

(Marco Vestri)



Tratto da:



Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 1/2014

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 1/2014


data pubblicazione : 05/02/2014