Si è svolto a Roma il Convegno sul futuro previdenziale dei giovani professionisti

Bilancio positivo per il convegno sul futuro previdenziale dei giovani professionisti, che si è tenuto a Roma all’università La Sapienza. L’evento organizzato da Enpam con il sostegno dell’Adepp, l’associazione delle casse previdenziali private, rientra nell’iniziativa “Un giorno per il Futuro” voluta dai ministeri del Lavoro e dell’Istruzione. Presenti il dott. Francesco Verbaro, segretario generale del ministero del Lavoro, il dott. Edoardo Gambacciani, direttore generale per le Politiche previdenziali, il prof. Luigi Frati, rettore de La Sapienza. il dott Walter Anedda, presidente della cassa Commercialisti, il rag. Paolo Saltarelli, presidente della cassa Ragionieri, l’avv. Giulio Nevi, in rappresentanza della cassa Forense. I lavori sono stati coordinati dal vicepresidente dell’Enpam dott. Giampiero Malagnino. Hanno partecipato numerosi studenti di varie facoltà come Scienze politiche, Economia e Medicina. Preponderante la presenza dei giovani in camice, dato il luogo, l’aula I del policlinico Umberto I.

Un nuovo modello di welfare costruito sulla responsabilità individuale
Il sistema delle pensioni è al sicuro, ma non potrà più garantire pensioni adeguate, hanno detto i relatori. Che cosa si può fare allora? “Un euro versato a trent’anni è molto più importante di un euro versato a 50” – ha spiegato il presidente dell’Adepp Andrea Camporese. E cioè si devono attivare per tempo gli strumenti che la previdenza obbligatoria prevede per aumentare il montante contributivo come, per esempio, il riscatto degli anni di laurea. I medici e i dentisti possono usufruire anche del riscatto di allineamento e dell’aliquota modulare.
La previdenza complementare.
In Europa – ha detto Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps – il 91% della popolazione già lo fa: sceglie la previdenza complementare per integrare la rendita futura. È una scelta inderogabile, oltre tutto vantaggiosa se si considera che – ha spiegato il vicepresidente vicario dell’Enpam Alberto Oliveti – le rendite sono tassate solo del 15%, molto meno rispetto alla pensione.
Il vero cambiamento: informare
Rispetto al resto d’Europa, nel nostro paese manca ancora una cultura previdenziale, hanno sottolineato i relatori. La convinzione emersa dal convegno è che l’unico modo per vincere il disinteresse dei giovani sul tema pensione sia partire da una domanda concreta: quanto voglio che la mia pensione si avvicini al mio stipendio? L’impegno di informare deve coinvolgere tutti gli attori in gioco: istituzioni, Inps, casse privatizzate, il mondo della formazione e le università.
Verso un welfare strutturato e diversificato
Le generazioni si sostengono se le idee sul futuro sono chiare. Il mercato del lavoro è ancora insufficiente a garantire il patto tra le generazioni, ha detto Camporese. Dal mondo accademico si è fatto notare che i giovani iniziano a lavorare sempre più tardi (30-31 anni circa). Si devono moltiplicare le occasioni di ingresso nel mondo del lavoro e dare riconoscimento previdenziale ben definito alla formazione specialistica che facilita l’ingresso al lavoro (apprendistato, voucher formativo, dottorato e postdottorato), ha puntualizzato Francesco Verbaro. Le proposte dei relatori vanno oltre: si dovrebbero introdurre sistemi premiali che consentano di accantonare fin da subito, fin dagli anni del corso di laurea. Un modo questo – sottolinea Alberto Oliveti – per premiare la volontà di chi ha deciso di impegnarsi in un percorso di formazione importante e faticoso.
La parola ai giovani
Includere i giovani nei processi decisionali che riguardano la previdenza, negli aspetti organizzativi e normativi: questa è la proposta dell’Enpam e dell’Adepp, oltre che la precisa richiesta avanzata da Macrì Gerasoli, responsabile nazionale per la previdenza S.I.G.M. (Segretariato Italiano Giovani Medici).
I vertici del ministero si sono dichiarati disponibili ad aprire un tavolo tecnico (Enpam – Inps – ministero del Welfare) per ascoltare le proposte dei Giovani Medici.
Il sistema tiene ma fino a quando?
Il professor Massimo Angrisani, ordinario di Tecnica attuariale, ha ammonito sul tema della sostenibilità. L’innalzamento dell’età pensionabile e il suo agganciamento all’aspettativa di vita, ha detto, è un correttivo che ha un effetto risolutivo immediato, ma con ricadute che devono essere ben ponderate se si vuole davvero pensare a una sostenibilità nel medio-lungo termine. Sul problema della sostenibilità si è espresso anche Alberto Oliveti, richiamando l’attenzione delle istituzioni sul fatto che le misure correttive devono, per essere tali, considerare la gradualità degli interventi.


data pubblicazione : 27/05/2011